{"id":817,"date":"2021-05-27T17:36:41","date_gmt":"2021-05-27T21:36:41","guid":{"rendered":"https:\/\/ambcaracas.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/05\/due-cortometraggi-venezuelani-trionfano\/"},"modified":"2021-05-27T17:36:41","modified_gmt":"2021-05-27T21:36:41","slug":"due-cortometraggi-venezuelani-trionfano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambcaracas.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/05\/due-cortometraggi-venezuelani-trionfano\/","title":{"rendered":"DUE CORTOMETRAGGI VENEZUELANI TRIONFANO NEL \u201cDO UT DES FILM FESTIVAL\u201d DELLA TOSCANA ITALIANA."},"content":{"rendered":"<p>Caracas &#8211; Due produzioni cinematografiche nazionali hanno ricevuto il riconoscimento internazionale del cinema venezuelano vincendo premi al \u201cDo Ut Des Film Festival\u201d, rassegna cinematografica che si svolge ogni anno tra marzo e maggio in Toscana. L\u2019audiovisivo \u201cMe llamaban Pietro\u201d, del regista Pedro Mercado, e il cortometraggio di fiction \u201cTr\u00e1mite de Admissi\u00f3n\u201d, di Tullio Cavalli e Abraham Tovar, hanno vinto la sezione Remix Culture, aggiudicandosi rispettivamente il Miglior Cortometraggio e il Trip to Italy Award.<\/p>\n<p>Entrambe le produzioni sono state presentate in anteprima lo scorso dicembre, quando hanno sorpreso la giuria e ottenuto i primi posti al concorso audiovisivo &#8220;Fare Cinema, The Italian immigrant&#8221;, organizzato dall&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia in Venezuela e dall&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Caracas (IIC), con il patrocinio di InterComItEs Venezuela, Camera di Commercio Italo-Venezuelana (Cavenit), Societ\u00e0 Dante Alighieri e Trasnocho Cultural.<\/p>\n<p>Al \u201cDo Ut Des Film Festival\u201d, l&#8217;opera di Pedro Mercado, \u201cMe llamaban Pietro\u201d, ha vinto nella sezione Remix Culture: Italia-Venezuela, dedicata allo scambio culturale tra registi sul Paese latinoamericano. In questa occasione la giuria ha valutato l&#8217;audiovisivo per \u201cl&#8217;originalit\u00e0 del tono, la brillantezza del racconto e la fluidit\u00e0 del ritmo; oltre alla capacit\u00e0 di rispecchiare in modo autentico l&#8217;atmosfera accogliente che il popolo venezuelano ha riservato negli anni agli italiani e la perfetta integrazione tra i due popoli \u201d.<br \/>Secondo il verdetto, &#8220;il cortometraggio racconta, in modo non banale, l&#8217;infanzia in un Paese da sempre multiculturale, ma che da qualche anno rischia di scomparire nella sua essenza pi\u00f9 vera e genuina&#8221;.<br \/>Il regista Pedro Mercado ha dichiarato che \u201cil pubblico apprezza l&#8217;onest\u00e0 e la semplicit\u00e0\u201d di Me llamaban Pietro, per aver raccontato una \u201cstoria molto intima che finisce per avere un&#8217;importante carica nostalgica. \u00c8 un&#8217;opera che non ha pretese estetiche, narrative o politiche. Sono solo io, che ricordo la mia infanzia e quanto felice fossi circondato dalla comunit\u00e0 di immigrati, per lo pi\u00f9 italiani, in contrasto con la mia vita attuale, in una societ\u00e0 e in un Paese che \u00e8 cambiato, a prescindere dalla pandemia \u201d.<br \/>Mercado si \u00e8 occupato della sceneggiatura, produzione, regia, macchina da presa e montaggio del documentario. Nel mixare il suono e il design della colonna sonora, ha avuto la collaborazione di Antonio Garrido e la musica originale dei Caribano.<\/p>\n<p>\u201cTR\u00c1MITE DE ADMISSION\u201d (PROCEDURA DI AMMISSIONE)<br \/>La giuria del festival ha inoltre deciso di premiare il cortometraggio di fiction di Tullio Cavalli e Abraham Tovar, dal titolo Tr\u00e1mite de Admissi\u00f3n, con il Premio Viaggio in Italia per la sua capacit\u00e0 \u201cdi trasmettere in modo semplice e diretto, quel misto di nostalgia e dignit\u00e0 tipica dei figli degli immigrati, la cui identit\u00e0 \u00e8 eternamente divisa tra le radici del passato e la convivenza con il presente, risultando in questo caso ancora pi\u00f9 complessa a causa di uno drammatico e ipotetico scenario politico che non sembra cos\u00ec lontano dal presente di molti Paesi sudamericani \u201d.<br \/>Secondo Tullio Cavalli, \u201cil rifiuto e l&#8217;emarginazione dell&#8217;individuo, ci\u00f2 che vediamo nel processo di ammissione, potrebbe accadere a chiunque e la nostalgia che viene descritta \u00e8 un terribile sovrappeso nel peso di ogni essere umano che deve lasciare il suo Paese per motivi di forza maggiore \u201d.<\/p>\n<p>Questo corto presenta una visione \u201cretrofuturista\u201d, in un ipotetico scenario di conflitto, dalla prospettiva di due uomini abbattuti che rivedono i valori originari dell&#8217;italianit\u00e0 in tempi difficili e sono minacciati da un presente che sta per scomparire.<br \/>L&#8217;audiovisivo si distingue per le performance di Rolando Padilla, Antonio Delli e Marcos Moreno, con la produzione di Tullio Cavalli e Abraham Tovar, la direzione fotografica e post-produzione di Abraham Tovar e le musiche di Giorgio Santorsola.<br \/>Per quanto riguarda i riconoscimenti ricevuti, Cavalli sostiene che essi sono il risultato del lavoro che ha sviluppato nel tempo nel panorama artistico e che ha fatto senza la pretesa di raggiungere il successo. &#8220;Anche se confesso che quando intraprendo un progetto, lo faccio concentrandomi sulla possibilit\u00e0 di realizzarlo&#8221;, ha affermato il regista.<\/p>\n<p>Per aver vinto nella sezione Remix Culture del \u201cDo Ut Des Film Festival\u201d, i cortometraggi venezuelani saranno distribuiti su tutto il territorio italiano per un anno. I documentari Me llamaban Pietro e Tr\u00e1mite de Admissi\u00f3n continueranno il loro viaggio nei prossimi mesi in altre mostre cinematografiche. Per ora, entrambe le produzioni saranno presentate nel mese di luglio al \u201cVenezuelan Film Festival\u201d.<br \/>Per fruire di questi audiovisivi gli interessati possono collegarsi al canale YouTube dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Caracas, dove sono disponibili tutti i cortometraggi vincitori della prima edizione di &#8220;Fare Cinema&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caracas &#8211; Due produzioni cinematografiche nazionali hanno ricevuto il riconoscimento internazionale del cinema venezuelano vincendo premi al \u201cDo Ut Des Film Festival\u201d, rassegna cinematografica che si svolge ogni anno tra marzo e maggio in Toscana. 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